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IL MANDALA E UN VIAGGIO. Anzi è la rappresentazione di un viaggio, una specie di danza sacra. Il percorso tracciato nello spazio dalle danze sacre tibetane,dalle danze taoiste,dalle danze sacre di Osho e Gurdjieff,dalle danze dei dervisci, dal Katakhali è un MANDALA. Le danze sacre sono completamente diverse dalle danze estatiche delle streghe medievali, dai riti sciamanici e dalle danze vodoo. Nella danza sacra occorre essere sempre presenti a se stessi: ESSERCI QUI E ORA. Essere presenti a se stessi. Solo in questa maniera è possibile percepire gli SHOCK culturali che le danze sacre e i Mandala sono in grado di provocare. Ruotare su se stessi, in senso antiorario, secondo la tecnica dei dervisci ,dopo un po,se si riesce a superare la nausea, provoca unesperienza particolare. Si perde completamente la percezione del girare. Ci si sente immobili e davanti a noi vediamo lo spazio circostante non più tridimensionale, ma Bidimensionale. Ruotando a sinistra non vedo solo ciò che so essere alla mia sinistra, ma vedo contemporaneamente anche quello che è a destra, davanti e dietro di me. Spazio e Tempo non sono categorie predefinite. I mandala disegnati dai pazienti di Jung somigliano ai mandala tibetani, quanto una serata passata in discoteca somiglia alle danze sacre Il che non significa che ballare in discoteca sia una cosa negativa, e studiare le danze sacre sia una cosa positiva Si tratta solo di attività con scopi differenti o addirittura opposti
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