Adesso
espiro: parte delle sostanze che prima erano contenute
nel mio organismo si disperdono nellambiente
circostante: lambiente
assorbe qualcosa che prima era dentro di me, qualcosa
proveniente dallinterno si espande
fuori di me.
Nel
momento in cui espiro la stanza in cui mi trovo
diventa qualcosa di diverso,qualcosa che non esisteva
prima e che esisterà solo fino alla prossima
inspirazione. Tra ciò che sta dentro e ciò che
sta fuori cè uno scambio continuo, una continua
comunicazione. Inspiro
e mi lascio penetrare dallambiente.
Espiro e penetro lo spazio
che mi circonda;
Quando
resto troppo a lungo in una stanza, chiusa laria
diviene viziata; In realtà
ciò che sta dentro e ciò che sta fuori
diventano troppo simili: non può più esserci scambio,
devo aprire una finestra ed entrare in
comunicazione con un ambiente più vasto.
Insieme
ai gas e alle particelle di materia lambiente
mi comunica altre cose: il ritmo,ad esempio.Se
respiro in riva al mare e adeguo il mio ritmo
a quello delle onde in qualche maniera
entrerò a far parte del movimento del mare.
Cambieranno i ritmi interni del mio corpo.
Mi siedo sulla riva del mare e ascolto
la mia respirazione. Non devo
controllare la respirazione,devo limitarmi ad
ascoltare Sento laria che riempie
i polmoni, dolcemente. Senza tensioni.
Quando sono pieno sento che il movimento
si arresta per un istante,poi sinverte.
Espiro.
Quando sono vuoto continuo ad immaginare
che qualcosa esca da me e si estenda
allinfinito. Il movimento si arresta
di nuovo e dopo una pausa infinitesimale s'inverte
Inspiro
.Tento di seguire il percorso dellaria
allinterno del mio corpo: Entra
dalle narici, poi si sposta in alto (avverto una
pressione al centro della fronte e ai lati del
naso), se faccio molta attenzione ho la sensazione
che tutto il cranio si allarghi leggermente.
Poi
è la volta del collo, del cinto scapolare, del
torace. Avverto un peso allaltezza
del plesso solare e dei reni. Se adesso spingo
verso il basso, leggermente, i muscoli addominali,
lintera zona del bacino si allarga: avverto
una tensione al Perineo e alle vertebre sacrali.
Quando
i polmoni si svuotano, avverto laria che
risale, la sento nella gola e nel naso, ma sento
anche una leggera tensione alladdome, ai
genitali, allaltezza dellosso sacro.
E come se qualcosa ruotasse nel basso ventre.
Provo
a spingere verso il basso il diaframma quando
inspiro e cerco di mantenerlo verso il basso quando
espiro. La tensione nella zona del
basso ventre si accentua. Mi sembra di avere nella
pancia una palla di gomma morbida che ruota.
Quando inspiro sembra che ruoti in senso
antiorario dallosso sacro allombelico
e quando espiro ruota in senso opposto.
Dopo
un po di tempo sento qualcosa che
cede nella zona del plesso solare,
qualcosa che si rilassa e si allunga, anche i
muscoli intercostali si rilassano: il risultato
è (almeno mi sembra) lallargamento della
schiena.
Comincio
ad avvertire una tensione al collo ed alle spalle,
mi sforzo, quindi di lasciar cadere
i gomiti. La nuca sembra allungarsi
ed ho limpressione che sì allentino
i muscoli del volto e della testa.Sento
ancora una tensione allaltezza del petto:
tento di rilassarlo durante linspirazione,
ma la tensione aumenta facendo contrarre anche
la nuca.
Se
provo a spostare il torace, in avanti la situazione
peggiora e si contraggono anche i muscoli del
collo e quelli della zona lombare.Provo
allora ad immaginare che laria gonfia, la
parte alte della schiena, collegando(mentalmente)il
movimento verso il basso del diaframma ad un movimento
indietro e verso lalto del cinto
scapolare e, dopo un po di tempo, le vertebre
cervicali si allungano, le sento scrocchiare,
soprattutto la 7^, le spalle si spostano
leggermente in avanti ed ho limpressione
che le vertebre lombari si dispongano in asse
con le ultime vertebre dorsali.
Adesso
mi sento comodo: il respiro diventa
più sottile, più dolce.
Mi
concentro sullosso sacro: quando inspiro
sento una tensione verso lalto, anzi, mi
sembra che la pelle ai due lati della colonna
vertebrale si sollevi. Si solleva quando
inspiro e sì appiattisce quando espiro.La
sensazione è più forte nella zona Dei
reni.Progressivamente riesco, con ununica
inspirazione, a far gonfiare i due lati
della spina dorsale in maniera uniforme, dallosso
sacro fino alla 7^ cervicale, dove avverto distintamente
un blocco: laria non passa. Provo
a spingere, leggermente il mento verso il basso
e la zona compresa tra il naso e il labbro
superiore allindietro e finalmente anche
la pelle ai due lati delle vertebre cervicali
si gonfia.
Adesso
il movimento parte dal basso e si
propaga fino alla nuca: è come se inspirassi dallosso
sacro, o dal coccige.
Provo
a concentrare lattenzione sulla zona più
alta del cranio, la fontanula o fontanella.Quasi
immediatamente il movimento sinverte, come
se inspirassi dal cranio ed espirassi dal coccige:
quando inspiro sento che si gonfiano la nuca poi
il collo, la schiena e il bacino, quando espiro
sento sgonfiarsi prima il bacino, poi la schiena
ed infine la nuca.
Durante
il movimento respiratorio la testa compie movimenti
quasi impercettibili
In avanti e in
basso durante la fase inspiratoria, in dietro
e in basso nella fase espiratoria.
A partire da questo momento ho la sensazione
di poter spedire il respiro in qualsiasi parte
del corpo (n.b. uso spesso la parola sensazione
dandole il significato di percezione soggettiva.
In
questa fase della pratica meditativa è difficile
distinguere le percezioni reali dallimmaginazione,
solo in seguito potrò avere un riscontro oggettivo,
potrò verificare dei cambiamenti fisici
come lallungamento del collo, lallargamento
della schiena, il cambiamento della qualità
della pelle, laumento delle dimensioni dei
piedi e delle mani, una maggior velocità di crescita
delle unghie e dei capelli, un generale diverso
funzionamento dellorganismo ma si tratta
di un processo che può durare molti anni
.Allinizio si avranno grandi difficoltà
a distinguere i reali processi di cambiamento
da ciò che è frutto dellimmaginazione ).
Mi
concentro sulla bocca e sento che, inspirando,
le labbra si gonfiano, avverto anche una specie
di formicolio.
Penso
allocchio sinistro e avverto distintamente
la pelle dello zigomo e dellarcata sopraccigliare
che si solleva.
Penso
allorecchio destro e mi pare che tutta la
parte destra del mio viso si gonfi e si sposti
verso lorecchio.Mi sembra di
inspirare attraverso lorecchio destro.
Alla fine riesco a respirare con un polmone alla
volta, o almeno così mi sembra. Una
leggerissima torsione dopo linspirazione
mi fa schioccare le vertebre dorsali (3^, 4^ e
5^ dorsale): la sensazione è molto piacevole.
Concentrandomi
su un polmone alla volta sento distintamente le
costole che si allargano e i muscoli dorsali che
si rilassano ora da una parte, ora dallaltra.
Provo
adesso a considerare separatamente la parte destra
e la parte sinistra del bacino: avverto delle
tensioni alle gambe, i piedi e i polpacci cominciano
a formicolare
.E come se
qualcosa tentasse di circolare allinterno
del mio corpo, ma qua e là incontrasse degli ostacoli,
dei blocchi.
Comincio
a sentire una tensione fastidiosa alle gambe,
allaltezza delle scapole e nella zona dei
reni
.
Respiro
penso
solo al respiro
lentamente le tensioni si
sciolgono.
Provo
ad immaginare che nel mio ventre, al di sotto
dellombelico, ci sia una palla di gomma
morbida che gira su se stessa seguendo il ritmo
del mio respiro: quando inspiro si muove in senso
antiorario e quando espiro in senso orario.
Dopo
un po comincio a sentire qualcosa che non
può essere frutto dellimmaginazione:
è una specie di vibrazione, o meglio di pulsazione.
Istintivamente la associo al battito cardiaco.
Mi metto ad ascoltare
.La
pulsazione sembra avere origine allaltezza
del plesso solare.Non è una sensazione
molto piacevole, è come se ci fosse da allentare
un nodo
Mentre sono concentrato sulla pulsazione
del plesso solare sento qualcosa di simile al
dolore
.E come se una lama
entrasse di scatto nella mia testa, apro gli occhi(solo
adesso mi rendo conto che li tenevo chiusi!)il
respiro è un po affannoso. Dopo
un qualche secondo capisco che la lama
non è altro che un rumore.
E
passato un treno, lontano.Sono ad Ansedonia,
sulla spiaggia. Il suono del mare,
il vento, le voci dei bimbi che giocano vicino
a me tornano percepibili
e ciò significa
che prima non lo erano! Stavo ascoltando
il mio organismo. Ho adeguato
il ritmo della mia respirazione a quello delle
onde e, ad un certo punto, i suoni dellambiente
circostante sono diventati silenzio
Il rumore
del treno ha rotto un Equilibrio, provocando qualcosa
di simile alla paura. Provo a concentrarmi
di nuovo, ma mi viene freddo(in realtà non so
per quanto tempo sono rimasto seduto, immobile,
in riva al mare!), mi sento rilassato, ma un po
intontito. Strofino velocemente i palmi delle
mani per riscaldarli e poi comincio a massaggiarmi
il torace, laddome, i reni. Decido
di alzarmi.Cè una vibrazione
sottile in tutto il corpo, una specie di prurito
sotto pelle come quando fai un bagno
troppo caldo. Non è una sensazione
spiacevole. Guardo intorno: ho limpressione
che i colori siano più accesi, ma forse dipende
dal fatto che sono stato per molto tempo con gli
occhi chiusi e si sta avvicinando il tramonto.
(Ansedonia,Agosto
2004)