SEGNI

Washing machine art

 

HOME

CORPI

PAROLE

NEWS

Il mio talento come pittore è molto limitato.

Però mi piace prendere i  miei banali acquarelli e pastelli, fissarne alcuni dettagli con lacca o colla ed infilarli in lavatrice.

Il risultato mi affascina.

 


 

L’azione vorticosa e casuale della lavatrice sui miei acquarelli per qualche misteriosa ragione, dà “respiro” alle mie mediocri opere pittoriche. E mi offre molti spunti di riflessione. Mettendo in lavatrice  disegni identici, clonati con il computer, otterrò effetti e colori sempre diversi. Il CASO è sempre molto creativo.

Un'altra considerazione: guardando i miei disegni mi accorgo di avere una vera ossessione per i volti ei corpi femminili. Non si tratta solo della sublimazione della grande attrazione sessuale che provo verso l’altro sesso.

E’ una necessità. E’ il bisogno di riempire un vuoto, di tendere alla “Completezza…”,di sciogliere una tensione che mi accompagna da sempre.

Per lungo tempo ho avuto la sensazione di “esserci” veramente solo durante un rapporto sessuale per poi cadere in una specie di letargo fino alla successiva “tempesta ormonale”

Ad un certo punto mi sono accorto che, senza rendermene conto,nel fare l’amore,adattavo il mio ritmo respiratorio a quello della mia compagna e visualizzavo le nostre colonne vertebrali come un tutt’uno,una specie di UOVO d’oro e d’argento.

Probabilmente avrei bisogno di un buon psicoterapeuta.

Respiro, è una cosa naturale. E’ così naturale che non ne sono consapevole Mi accorgo dell’aria solo quando non c’è.Quando manca. Posso camminare, cucinare, leggere e intanto respiro, o meglio, ”qualcosa” respira dentro di me. Provo a respirare volontariamente, anzi, consapevolmente: inspiro, vale a dire riempio i polmoni. Spingo all’interno del mio corpo qualcosa che prima era all’esterno: l’aria, che non è solo aria ci sono migliaia di diverse sostanze, inspirando immetto nel mio corpo anche la polvere contenuta nella stanza in cui mi trovo, minuscole particelle staccate dalla pelle di chi è entrato nella stanza prima di me. se fossi in riva al mare assorbirei minuscole particelle di acqua salata e di alghe e di scaglie di pesce. Ogni volta che inspiro immetto nel mio organismo qualcosa dell’ambiente che mi circonda. Dopo ogni inspirazione il mio organismo cambia, ha qualcosa in più.

Adesso espiro: parte delle sostanze che prima erano contenute nel mio organismo si disperdono nell’ambiente circostante: l’ambiente assorbe qualcosa che prima era dentro di me, qualcosa proveniente  dall’interno si espande fuori di me.

Nel momento in cui espiro la stanza in cui mi trovo diventa qualcosa di diverso,qualcosa che non esisteva prima  e che esisterà solo fino alla prossima inspirazione. Tra ciò che sta dentro e ciò che sta fuori c’è uno scambio continuo, una continua comunicazione.  Inspiro e mi lascio penetrare dall’ambiente. Espiro e penetro lo spazio che mi circonda;

Quando resto troppo a lungo in una stanza, chiusa l’aria diviene “viziata”; In realtà ciò che sta “dentro” e ciò che sta fuori diventano troppo simili: non può più esserci scambio, devo aprire una finestra ed entrare in comunicazione con un ambiente più vasto.

Insieme ai gas e alle particelle di materia l’ambiente mi comunica altre cose: il ritmo,ad esempio.Se respiro in riva al mare e adeguo il mio ritmo a quello delle onde in   qualche maniera “entrerò a far parte del movimento del mare”. Cambieranno i ritmi interni del mio corpo. Mi siedo sulla riva del mare e “ascolto” la mia respirazione.    Non devo controllare la respirazione,devo limitarmi ad “ascoltare” Sento l’aria che riempie i polmoni, dolcemente. Senza tensioni. Quando sono “pieno” sento che il movimento si arresta per un istante,poi s’inverte.

Espiro. Quando sono vuoto continuo ad immaginare che qualcosa esca da me e si estenda all’infinito.   Il movimento si arresta di nuovo e dopo una pausa infinitesimale s'inverte

Inspiro .Tento di seguire il percorso dell’aria all’interno del mio corpo: Entra dalle narici, poi si sposta in alto (avverto una pressione al centro della fronte e ai lati del naso), se faccio molta attenzione ho la sensazione che tutto il cranio si allarghi leggermente.

Poi è la volta del collo, del cinto scapolare, del torace. Avverto un peso  all’altezza del plesso solare e dei reni. Se adesso spingo verso il basso, leggermente, i muscoli addominali, l’intera zona del bacino si allarga: avverto una tensione al Perineo e alle vertebre sacrali.

Quando i polmoni si svuotano, avverto l’aria che risale, la sento nella gola e nel naso, ma sento anche una leggera tensione all’addome, ai genitali, all’altezza dell’osso sacro. E’ come se qualcosa ruotasse nel basso ventre.

Provo a spingere verso il basso il diaframma quando inspiro e cerco di mantenerlo verso il basso quando espiro. La tensione nella zona del basso ventre si accentua. Mi sembra di avere nella pancia una palla di gomma morbida che ruota. Quando  inspiro sembra che ruoti in senso antiorario dall’osso sacro all’ombelico e quando espiro ruota in senso opposto.

Dopo un po’ di tempo sento qualcosa  che “cede” nella zona del plesso solare, qualcosa che si rilassa e si allunga, anche i muscoli intercostali si rilassano: il risultato è (almeno mi sembra) l’allargamento della schiena.

Comincio ad avvertire una tensione al collo ed alle spalle, mi sforzo, quindi di lasciar cadere i gomiti. La nuca sembra allungarsi ed ho l’impressione che sì “allentino” i muscoli del volto e della testa.Sento ancora una tensione all’altezza del petto: tento di rilassarlo durante l’inspirazione, ma la tensione aumenta facendo contrarre anche la nuca.

Se provo a spostare il torace, in avanti la situazione peggiora e si contraggono anche i muscoli del collo e quelli della zona lombare.Provo allora ad immaginare che l’aria gonfia, la parte alte della schiena, collegando(mentalmente)il movimento verso il basso del diaframma ad un movimento “indietro” e verso l’alto del cinto scapolare e, dopo un po’ di tempo, le vertebre cervicali si allungano, le sento scrocchiare, soprattutto la 7^, le spalle si spostano leggermente in avanti ed ho l’impressione che le vertebre lombari si dispongano in asse con le ultime vertebre dorsali.

Adesso mi sento “comodo”: il respiro diventa più sottile, più “dolce”.                                

Mi concentro sull’osso sacro: quando inspiro sento una tensione verso l’alto, anzi, mi sembra che la pelle ai due lati della colonna vertebrale si sollevi. Si solleva quando inspiro e sì “appiattisce” quando espiro.La sensazione è più forte nella zona Dei reni.Progressivamente riesco, con un’unica inspirazione, a far gonfiare  i due lati della spina dorsale in maniera uniforme, dall’osso sacro fino alla 7^ cervicale, dove avverto distintamente un blocco: l’aria non passa. Provo a spingere, leggermente il mento verso il basso e la zona compresa tra il naso  e il labbro superiore all’indietro e finalmente anche la pelle ai due lati delle vertebre cervicali si gonfia.

Adesso il “movimento” parte dal basso e si propaga fino alla nuca: è come se inspirassi dall’osso sacro, o dal coccige.

Provo a concentrare l’attenzione sulla zona più alta del cranio, la “fontanula” o fontanella.Quasi immediatamente il movimento s’inverte, come se inspirassi dal cranio ed espirassi dal coccige: quando inspiro sento che si gonfiano la nuca poi il collo, la schiena e il bacino, quando espiro sento sgonfiarsi prima il bacino, poi la schiena ed infine la nuca.

Durante il movimento respiratorio la testa compie movimenti quasi impercettibili In avanti e in basso durante la fase inspiratoria,  in dietro e in basso nella fase espiratoria. A partire da questo momento ho la “sensazione” di poter spedire il respiro in qualsiasi parte del corpo (n.b. uso spesso la parola sensazione dandole il significato di percezione soggettiva.

In questa fase della pratica meditativa è difficile distinguere le percezioni reali dall’immaginazione, solo in seguito potrò avere un riscontro oggettivo, potrò verificare dei cambiamenti   fisici come l’allungamento del collo, l’allargamento della schiena, il cambiamento della “qualità” della pelle, l’aumento delle dimensioni dei piedi e delle mani, una maggior velocità di crescita delle unghie e dei capelli, un generale diverso funzionamento dell’organismo ma si tratta di un processo che può durare molti  anni .All’inizio si avranno grandi difficoltà a distinguere   i reali processi di cambiamento da ciò che è frutto dell’immaginazione ).

Mi concentro sulla bocca e sento che, inspirando, le labbra si gonfiano, avverto anche una specie di formicolio.

Penso all’occhio sinistro e avverto distintamente la pelle dello zigomo e dell’arcata sopraccigliare che si solleva.

Penso all’orecchio destro e mi pare che tutta la parte destra del mio viso si gonfi e si sposti verso l’orecchio.Mi sembra di “inspirare attraverso l’orecchio destro”. Alla fine riesco a respirare con un polmone alla volta, o almeno così mi sembra. Una leggerissima torsione dopo l’inspirazione mi fa schioccare le vertebre dorsali (3^, 4^ e 5^ dorsale): la sensazione è molto piacevole.

Concentrandomi su un polmone alla volta sento distintamente le costole che si allargano e i muscoli dorsali che si rilassano ora da una parte, ora dall’altra.

Provo adesso a considerare separatamente la parte destra e la parte sinistra del bacino: avverto delle tensioni alle gambe, i piedi e i polpacci cominciano a “formicolare”….E’ come se qualcosa tentasse di circolare all’interno del mio corpo, ma qua e là incontrasse degli ostacoli, dei  blocchi.

Comincio a sentire una tensione fastidiosa alle gambe, all’altezza delle scapole e nella zona dei reni….

Respiro…penso solo al respiro…lentamente le tensioni si sciolgono.

Provo ad immaginare che nel mio ventre, al di sotto dell’ombelico, ci sia una palla di gomma morbida che gira su se stessa seguendo il ritmo del mio respiro: quando inspiro si muove in senso antiorario e quando espiro in senso orario.

Dopo un po’ comincio a sentire qualcosa che non può essere  frutto dell’immaginazione: è una specie di vibrazione, o meglio di pulsazione. Istintivamente la associo al battito cardiaco. Mi metto ad “ascoltare”….La pulsazione sembra avere origine all’altezza del plesso solare.Non è una sensazione molto piacevole, è come se ci fosse da allentare un nodo…Mentre sono concentrato sulla pulsazione del plesso solare sento qualcosa di simile al dolore….E’ come se una lama entrasse di scatto nella mia testa, apro gli occhi(solo adesso mi rendo conto che li tenevo chiusi!)il respiro è un po’ affannoso. Dopo un qualche secondo capisco che la “lama” non è altro che un rumore.

E’ passato un treno, lontano.Sono ad Ansedonia, sulla spiaggia. Il suono del mare, il vento, le voci dei bimbi che giocano vicino a me tornano percepibili…e ciò significa che prima non lo erano! Stavo “ascoltando” il mio organismo. Ho  adeguato il ritmo della mia respirazione a quello delle onde e, ad un certo punto, i suoni dell’ambiente circostante sono diventati silenzio…Il rumore del treno ha rotto un Equilibrio, provocando qualcosa di simile alla paura. Provo a concentrarmi di nuovo, ma mi viene freddo(in realtà non so per quanto tempo sono rimasto seduto, immobile, in riva al mare!), mi sento rilassato, ma un po’ intontito. Strofino velocemente i palmi delle mani per riscaldarli e poi comincio a massaggiarmi il torace, l’addome, i reni. Decido di alzarmi.C’è una vibrazione sottile in tutto il corpo, una specie di prurito “sotto pelle” come quando fai un bagno troppo caldo. Non è una sensazione spiacevole. Guardo intorno: ho l’impressione che i colori siano più accesi, ma forse dipende dal fatto che sono stato per molto tempo con gli occhi chiusi e si sta avvicinando il tramonto. 

(Ansedonia,Agosto 2004)