TAI CHI CHUAN e CHI KUNG

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Quella specie di danza  lenta, morbida e affascinante che vediamo spesso praticare nei parchi e nelle palestre di arti marziali  nella maggior parte dei casi  non è Tai Ch’i Chuan, ma è il  TAO LU( “Kata” in giapponese) di uno dei 5 stili esistenti di Tai Chi Chuan: lo stile Yang.

Questo testo è sostituito dal filmato Flash

Il TAI CH’I CHUAN è un’Arte Marziale, ovvero “una sistema di addestramento alla lotta” articolato in allenamento del corpo, preparazione psicologica,studio della strategia, pratica del combattimento a mani nude, col bastone e con le armi bianche

Il fatto che gli esercizi preparatori, soprattutto se uniti a tecniche di meditazione, si siano rivelati utili al mantenimento della salute in fondo, è un “EFFETTO COLLATERALE”.  

Il  TAI CH’I è un’arte marziale moderna.

Le prime notizie sullo stile  CH’EN,considerato il più antico, risalgono agli inizi del 1800.

Il fatto che si parli di “tecniche millenarie” o antichissime tradizioni dipende dall’abitudine dei cinesi di attribuire le proprie invenzioni ad antenati o personaggi mitici .

  L’efficacia del Tai Ch’i Chuan  come arte marziale e come ginnastica per la salute dipende da una condizione fisica che i cinesi chiamano “SHOONG” e, soprattutto, da un particolare allineamento della seconda vertebra cervicale. Se non si è" shoong" e la nostra colonna vertebrale non ha il giusto allienemanto, non si farà mai alcun progresso nella pratica del tai ch'i chian

 

Il TAO LU dello stile Yang.

Il primo a introdurre il Tai Ch’i Chuan in Italia  è stato un ballerino   georgiano, Grant Muradoff,che sembra avesse imparato il Tao Lu a New York da un immigrato cantonese. Muradoff era fissato con l’esoterismo occidentale (dai Templari ai Rosacroce…) e il suo tai chi  era condizionato, oltre che dalla tecnica russa di danza classica,dalle sue elucubrazioni filosofiche.

Del resto,nonostante quello che si crede,il Tai Ch’i  Chuan non è una danza rituale con passi e tempi rigidamente definiti, ma una tecnica di lotta: ogni schermitore, pugile o Wrestler ha delle mosse   e dei colpi che gli riescono meglio e talvolta ne inventa di nuovi.

Per il Tai Ch’i è la stessa cosa.  Ogni insegnante adegua i ritmi e le posizioni alla sua anatomia ed alla sua cultura.

In pratica c’è una “Forma” ( così viene chiamato di solito il Tao Lu) diversa per ogni praticante.

La “Forma Lunga” o le 108 posizioni.

108 è uno dei numeri che nel Buddismo e nel Taoismo rappresentano un ciclo completo ( i grani del rosario tibetano, ad esempio, sono 108) e gli insegnanti cambiano, dividono e moltiplicano le posizioni pur di arrivare a contarne 108.

Ho studiato varie versioni della “Forma Lunga” e non sono mai riuscito ad identificarne più di 35- 40.

Pare che all’inizio del ‘900 le posizioni fossero veramente 108, ma negli anni 30,per rendere popolare il Tai Ch’i si eliminarono  i colpi ed i movimenti troppo difficili da eseguire, si scelsero 38  “mosse” o “posizioni”,alcune delle quali venivano ripetute 3,4,5  o più volte.

Spazzolare il ginocchio e colpire con la mano opposta,nelle sue varianti forma destra,forma sinistra,a mano aperta e pugno al pube,in alcuni Tao Lu è ripetuta anche 7 volte.  Indietreggia e respingi la scimmia,nelle varianti forma destra e sinistra,viene ripetuta in media 5 volte

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mani come le nuvole

a destra e sinistra viene ripetuta fino a 5 volte

 

La frusta nelle varianti.

frusta semplice, frusta diagonale e frusta in posizione bassa ( talvolta divisa in due movimenti: frusta e serpente che striscia), viene ripetuta(talvolta divisa in due movimenti: frusta e serpente che striscia),viene ripetuta 4 volte

                                 
 
 
                                    
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